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NOTTE DI STELLE

 

 

Vista notturna di Morro d'Alba

Le stelle cadenti
La fantasia popolare le ha definite “stelle che cadono”, ma il termine è quanto mai improprio: le scie luminose che si vedono nel cielo non possono essere “stelle” in caduta libera, poiché le stelle (come il nostro Sole) sono corpi enormi e caldissimi, composti principalmente da idrogeno ed elio, che terminano le loro lunghissime vite esplodendo o spegnendosi in modo più o meno burrascoso dopo miliardi di anni.
È vero, però, che osservando questo fenomeno ci viene subito in mente una stella “morente” e, forse proprio per questo, vorremmo che portasse con sé, nel suo ultimo viaggio, un nostro desiderio da esaudire.

Le stelle cadenti possono essere osservate durante tutto l’anno con una media di circa una ogni quarto d’ora, purché ci si trovi sotto un cielo buio e pulito, come ormai è difficile trovare, persino in alta montagna, a causa dell’inquinamento luminoso dovuto al cattivo uso dell’illuminazione notturna che disperde verso l’alto gran parte della propria luce.

Fino all’inizio dell’800 non destavano particolare interesse negli astronomi che erano propensi a ritenerle un fenomeno atmosferico, meteorologico o quasi, e le indicavano come meteore, nome scientifico che portano tuttora. Anche se nella tradizione popolare era noto, forse da secoli, che le stelle cadenti erano più abbondanti nel mese di Agosto, tanto da attribuirle al pianto di S. Lorenzo, solo attorno al 1830 vennero raccolte prove statistiche che dimostravano la ricorrenza annuale dell’evento. L’attenzione del pubblico e degli scienziati verso questo fenomeno fu certamente attratto dall’eccezionale pioggia meteorica del Novembre 1833 quando, in poche ore, migliaia di meteore solcarono i cieli. Questo particolare evento si è ripetuto nella notte tra il 17 e il 18 Novembre 1999, quando fu possibile contare fino a 9000 meteore all’ora.

Nel 1838 il direttore dell’osservatorio di Bruxelles e un astronomo dilettante statunitense, indipendentemente l’uno dall’altro, annunciarono la scoperta di diverse ricorrenze annuali di sciami meteorici, tra cui spicca per quantità e continuità quello di Agosto. Cosa fossero, però, restava ancora un mistero.

Il primo a comprenderne la natura fu Giovanni Virgilio Schiaparelli, eclettico astronomo piemontese, per molti anni Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera.

La sua teoria, poi rivelatasi esatta, ipotizzava che le comete, durante i loro passaggi in prossimità del sole, tendono ad evaporare formando una lunga coda di gas e polveri spazzata dal vento solare, lasciando dietro di loro numerosissimi detriti costituiti da pezzetti di ghiaccio, sassolini e polveri.

 

Gli effetti sulla Terra
Le meteore sono degli oggetti innocui per la Terra perché, in ogni caso, non riescono a raggiungere la superficie terrestre, ma si disgregano già negli strati più alti dell’atmosfera, a circa 90-120 km dal suolo. Tuttavia il nostro pianeta subisce un bombardamento incessante da parte di questi piccoli oggetti: da calcoli fatti pare che ne cadano ogni giorno una quantità pari a 400 tonnellate.

Altra cosa sono, invece, le meteoriti. Con questo termine si designano quegli oggetti, in genere più grandi di 30 m, che riescono ad attraversare l’atmosfera e raggiungono la superficie terrestre. Nel lontano passato il nostro Pianeta fu colpito più volte da questi oggetti, che hanno lasciato tracce assai vistose soprattutto in aree desertiche o nelle regioni polari.

 

Gli sciami meteorici

Detti anche “piogge meteoriche”, gli sciami meteorici sono fenomeni astronomici che consistono nella caduta di un gran numero di meteore. Questo avviene quando la Terra , nel suo moto orbitale intorno al Sole , attraversa l'orbita di una cometa che ha lasciato una scia di detriti. Entrando a contatto con l’atmosfera ad una velocità di alcune decine di chilometri al secondo, questi piccoli frammenti vengono bruciati per attrito con l’atmosfera, lasciando delle spettacolari scie luminose talvolta anche colorate, dovute alla ionizzazione dell’aria.

Gli sciami sono fenomeni che ricorrono ogni anno attorno alla stessa data perché la Terra attraversa la stessa zona di spazio ogni anno. Poiché il Sistema Solare è ricco di comete, la Terra attraversa un gran numero di questi “sciami”: convenzionalmente se ne contano più di 200. Questi fenomeni avvengono durante tutto l’anno, ma in alcuni periodi sono più frequenti perché, nel suo moto attorno al Sole, la Terra incontra nubi di detriti più dense, così è possibile avvistare un maggior numero di meteore.

I nomi degli sciami meteorici si riferiscono ai nomi delle costellazioni da cui sembrano provenire tutte le scie luminose; in realtà questa è la direzione verso cui la Terra si muove lungo la sua orbita in quella data. Gli sciami più famosi sono le Perseidi, le Orionidi (circa 21 ottobre) e le Leonidi (17 e 18 novembre) che negli ultimi anni ha offerto nottate di grandi emozioni.

 

Lo sciame delle Perseidi

Le Perseidi sono uno sciame meteorico che attraversa l'orbita terrestre durante il periodo estivo. La pioggia meteorica si manifesta da circa fine luglio fino oltre il 20 agosto e il picco di visibilità è concentrato attorno al 12 agosto , con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora dalla Terra . Ciò rende questo sciame tra i più rilevanti in termini di osservabilità tra tutti quelli incrociati dal nostro pianeta nel corso della sua rivoluzione intorno al Sole.

La cometa che ha dato origine a questo sciame è la Swift-Tuttle, che ha un nucleo di circa 10 km e il cui ultimo passaggio è avvenuto nel 1992, e il prossimo si realizzerà solo nel 2026 . Le meteore che noi vediamo ora sono particelle rilasciate durante le passate orbite della cometa. La velocità con cui impattano l'atmosfera terrestre è pari a circa 59 km/s.

(La perdita, avvenuta il 12 agosto 1993, del satellite per comunicazioni “Olympus” lanciato dall'Agenzia Spaziale Europea è stata attribuita alla collisione con una Perseide.)

Le prime osservazioni dello sciame delle Perseidi furono fatte dai Cinesi nel 36 d.C. e, successivamente, dai giapponesi, dai coreani e dagli europei.

La loro fama deriva non tanto dalla loro spettacolarità, ma, senz’altro, da un insieme di fattori: tradizione popolare legata al martirio di San Lorenzo, la celebre poesia del Pascoli, che immortala, in versi, "il pianto" del cielo e, non ultimo, quel desiderio che ci anima, in periodo di caldo estivo e clima di vacanze, di evadere dal consueto e riscoprire, in cielo, qualcosa di nuovo e di antico.

 

Lo “slittamento “ di data

Le Perseidi sono popolarmente note come “Lacrime di San Lorenzo ” in quanto anticamente il momento di picco era collocato intorno al 10 agosto. Osservando attentamente, già in questa serata è possibile scorgere qualche meteora, ma il massimo della loro visibilità, ormai, è previsto nella notte tra il 12 e il 13 Agosto.
Questo si deve al fatto che vi è stato un progressivo slittamento della data del massimo di questo sciame, dell’ordine di circa un giorno e mezzo per secolo, dovuto alla “precessione degli equinozi”, cioè alla lentissima rotazione dell’asse di rotazione terrestre nello spazio.

 

 

Vista notturna di Morro d'AlbaLe stelle a Morro d’Alba

Nel corso della serata, il pubblico potrà apprezzare sia il passare fugace di alcune meteore, sia la visione di diversi oggetti celesti inquadrati dai telescopi montati per l’occasione su un torrione delle mura, lungo il camminamento “la Scarpa”.

L'osservazione sarà guidata da esperti astrofili dell'associazione Astrofabriano.

Chissà quanti vedranno esauditi i loro desideri !

Comunque è bene ricordare che per l'osservazione delle stelle cadenti non occorrono telescopi o altri strumenti particolari, ma solo una comoda sedia a sdraio, o addirittura solo un plaid dove sdraiarsi e soprattutto, elemento essenziale e molto più difficile da trovare, un cielo limpido e un luogo buio, lontano dalle luci delle città, dalle autostrade, dalle discoteche e da qualsiasi zona di inquinamento luminoso.
Occorrono solo buoni occhi e tanta, tanta pazienza!


 
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